Work in progress

19/06/2018

Riflessioni su Focus “A. Olivetti” 2018

Gentili Congressisti buon pomeriggio.
Da qualche ora sono rientrata nella mia splendida terra di Sicilia e tra bus e aereo qualche considerazione ha bussato alla mia mente.
Riflessioni che desidero condividere anche se in un Agorà virtuale che comunque diventa reale se riempita di contenuti.
In premessa devo innanzitutto ringraziare l’ideatore del Focus, Michele Fasano, il suo braccio operativo (malgrado sia claudicante) la magnifica Michela Mattei e Lidia Di Vece, con la sua mordente vivacità, tutti hanno reso gradevole la permanenza nella aristocratica città di Torino.
Sono al mio secondo Focus: Adriano Olivetti ed entrambi gli eventi mi hanno regalato emozioni.
Malgrado il mio percorso di vita, lungo o breve che sia, continuo ad arricchire la mia conoscenza. Per mia natura sono abbastanza curiosa su tutto ciò che accade attorno a me, quel desiderio di conoscenza che mi induce a riflettere su come posso apportare il mio contributo in questa nostra società e in special modo nella mia Terra di Sicilia.
I lavori svolti durante il Focus di Torino, sono stati tutti interessanti, ogni relazione/testimonianza ha aperto una finestra nella mia mente, la relazione del Prof. Carlo Olmo ha confermato il mio convincimento che ognuno di noi dall’operaio/agricoltore al grande letterato può e deve operare per quel bene comune rappresentato dalla VITA nelle sue diverse forme.
Il Pensare nei luoghi del Fare
L’agorà/piazza è la nostra casa, è il nostro luogo di lavoro, prima ancora delle organizzazioni politiche istituzionali.
È probabile che le generazioni del dopo guerra fino alla mia, siano ancora legate dai lacci del formalismo dell’apparire, quindi timorosi di aprirsi alla platea rappresentata dagli “altri”, facilitando il DIRE e sacrificando il FARE.
Come già dichiarato durante uno dei miei interventi, comincerò a organizzare una piccola agorà nell’azienda che amministro, trasferendo in sala mensa una trentina di libri che metterò a disposizione degli operai, per poi aprire un confronto dialettico. Vi terrò informati sull’evoluzione di questa iniziativa.
Ho molto apprezzato le testimonianze raccontate dai giovani relatori sul tema “L’artigiano Digitale, Innovatore Urbano”; questi giovani che costruiscono il loro futuro professionale sul confronto, aiutandosi l’un l’altro e nello stesso tempo chiedendo fiducia a noi adulti (tenutari del sapere e del potere).
Michele, ritengo sia importante aumentare la percentuale di testimonianze giovanili al fine di poter attirare Ospiti/discussant altrettanto giovani a cui cercare, con umiltà, di trasferire il sapere determinato dal nostro vissuto.
Un grande abbraccio a tutti.

Giusi Belluomo 
(Rete Legalità Aziende Confiscate alla Mafia – Catania)

TESTO POSTATO SU FACEBOOK

 

15/06/2018

Scopo della condivisione delle informazioni resa possibile dai social networks, quale quella che abbiamo sviluppato riguardo alle idee e alle prassi di Adriano Olivetti, è avvicinare il pubblico a una narrazione corale, a un serbatoio di conoscenze ricco, che abbiamo preallestito nel sito www.focusadrianoolivetti.it , in modo da offrire a ciascuno la libertà di definire il proprio percorso, scegliendo l’ingresso preferito a un mondo del tutto diverso da quello a cui siamo abituati: in effetti “paradossale” (“a lato della comune opinione”). Raccontiamo la «Olivetti di Adriano», non altro, perché quell’esperienza fu talmente avanti sulle problematiche contemporanee da suggerirci soluzioni di non immediata intuizione… certo, ma efficaci anche per il nostro futuro… Per questo esiste un luogo fisico (il Focus: Adriano Olivetti) dove incontrarsi per studiare, approfondire e conoscere davvero; poi anche un luogo on line (il sito web suddetto); un libro (si veda la pagina bookshop del sito web); un film (allegato al libro)… in aggiunta alle attività delle Edizioni di Comunità e della Fondazione Adriano Olivetti che già operano da anni. Ci sono dunque gli strumenti per raccogliere prima e solo poi condividere e commentare le informazioni tramite i nuovi social media. Occorre ricordare che non è Facebook, o dimensioni virtuali simili, il luogo di assimilazione della cultura politico/economica che da parte nostra si vuole promuovere anche e non solo presso il senso comune; si deve tener presente che i social networks sono solo veicoli di trasmissione di informazioni, adatti a segnalare gli strumenti che abbiamo reso disponibili. Essi non sono mezzi di autentica comunicazione umana, né di cultura. Si propone quindi di lavorare un po’ per conoscere la «Olivetti di Adriano», nella certezza che ne valga la pena. Noi tutti, e non siamo pochi, abbiamo lavorato in spirito di servizio: al nostro pubblico è offerta l’opportunità di accedere a informazioni mai prima ordinate in maniera così adatta a comprendere il nostro presente, oltre che un passato fin qui occultato. Ebbene… a questo punto occorre solo aggiungere che in effetti alla Olivetti di Adriano la pausa di metà giornata era di 2 ore, un lasso di tempo dilatato… per il pasto, ma anche per la socializzazione diretta tra le persone al lavoro, per la biblioteca, per l’emeroteca, per il cinema, per i vari eventi culturali organizzati in fabbrica… etc. etc. …e che per di più tutto questo fu uno dei segreti del successo aziendale su scala globale che si stenta a riconoscere e a comprendere… Ma poiché non sono i social networks i luoghi dell’elaborazione culturale auspicata (essi servono molto, ma ad altro), invito tutti a frequentare i luoghi opportuni già indicati, per comprendere di più…. è questo il nostro scopo. Buon lavoro.

TESTO POSTATO SU FACEBOOK